RICETTA AUTENTICA

Zuppa di Farro alla Garfagnana

Zuppa di farro alla garfagnana
Difficoltà★★★☆☆ Preparazione40 min Cottura3 h 20 min Riposo12 h porzioni4

Zuppa densa di farro antico, indicato come spelta, e borlotti della Garfagnana, zona montana della Toscana settentrionale. I fagioli ammollati una notte vengono cotti lentamente e passati per metà; nel loro brodo cremoso cuoce il farro, che assorbe il sapore fino al centro. Pancetta, localmente rigatino, e cotenna di prosciutto formano la base, con i profumi montani di rosmarino e salvia. Il tempo sviluppa il gusto di questo piatto contadino: circa 2 L, per 4 fondine abbondanti.

100/ 100

AUTHENTICITY SCORE

Authenticity Score

Questa è la ricetta standard, esattamente come si prepara nel luogo d’origine — il punteggio Authenticity Score più alto possibile. Sostituire un ingrediente cambia questo punteggio; l’app mostra esattamente come, ingrediente per ingrediente.

Ingredienti (4 porzioni)

  • Farro semiperlato, indicato come speltaLavare bene sotto acqua corrente e ammollare in 800 ml d’acqua per 30 minuti.280 g
  • Borlotti secchiAmmollare in 1500 ml d’acqua per 12 ore.250 g
  • AcquaDividere in 1500 ml per l’ammollo dei fagioli, 800 ml per il farro, 2500 ml per cuocere i fagioli e 300 ml bollenti per regolare il brodo.5100 ml
  • Pancetta di pancia salataTagliare a cubetti di 5 mm.80 g
  • Cotenna di prosciutto crudoSbollentare per 2 minuti, pulire la superficie e tagliare a quadrati di 2 cm.50 g
  • CipollaTritare a dadini di 3 mm.150 g
  • CarotaTritare a dadini di 3 mm.80 g
  • SedanoEliminare i filamenti e tritare a dadini di 3 mm.80 g
  • AglioEliminare il germoglio e tritare grossolanamente.2 spicchi
  • Passata di pomodoroUnire al soffritto e ridurre.200 g
  • Olio extravergine d’olivaRiservare 60 ml al soffritto e 30 ml alla finitura a crudo.90 ml
  • RosmarinoLungo 10 cm. Legare con la salvia usando spago da cucina.1 rametto
  • Salvia frescaLegare con il rosmarino.4 foglie
  • AlloroAggiungere durante la cottura dei fagioli.1 foglia
  • SaleUnire 8 g quando i fagioli sono morbidi e 6 g verso la fine della cottura del farro.14 g
  • Pepe neroUsare appena macinato alla fine.2 g
  • Peperoncino seccoEliminare i semi e spezzare a metà.1 pezzo
  • Pecorino Toscano stagionato grattugiatoDistribuire nei singoli piatti a tavola.40 g
  • PrezzemoloTritare grossolanamente solo le foglie.6 g

Procedimento

112 h

Ammollare i borlotti per 12 ore

  • 1 Mettere 250 g di borlotti secchi in una ciotola e lavarli 2–3 volte sotto acqua corrente, cambiando l’acqua ed eliminando quelli rotti o galleggianti.
  • 2 Versare 1500 ml d’acqua sui fagioli lavati, coprire con pellicola e ammollare al buio a temperatura ambiente per 12 ore.

Quando è pronto

Proseguire quando il volume è più che raddoppiato, le bucce non hanno rughe e cedono leggermente alla pressione di un dito.

L’acqua d’ammollo non deve essere torbida e schiumosa.

Attenzione

Quando la temperatura ambiente supera 25°C, ammollare in frigorifero per evitare fermentazione e odore acido.

Poca acqua lascia fagioli scoperti e un’idratazione irregolare: mantenerne almeno 3 volte il loro volume.

Consigli

Nelle case contadine della Garfagnana si preparano i fagioli la sera prima e si costruisce la zuppa per mezza giornata dal mattino seguente.

Scartare l’acqua d’ammollo, che contiene un gusto acre caratteristico, senza usarla per cuocere.

225 min

Preparare cotenna e verdure aromatiche

  • 1 Portare a bollore un pentolino d’acqua, sbollentare 50 g di cotenna per 2 minuti, estrarre e raschiare sporco e grasso in eccesso con il dorso del coltello; tagliare a quadrati di 2 cm.
  • 2 Tritare a dadini di 3 mm 150 g di cipolla, 80 g di carota e 80 g di sedano privato dei filamenti, tenendoli su piattini separati.
  • 3 Tagliare 80 g di pancetta a bastoncini di sezione 5 mm.
  • 4 Eliminare il germoglio da 2 spicchi d’aglio e tritare grossolanamente; togliere i semi da 1 peperoncino secco e spezzarlo a metà.
  • 5 Legare con spago 1 rametto di rosmarino lungo 10 cm e 4 foglie di salvia.

Quando è pronto

Proseguire quando le verdure sono uniformi a 3 mm e cotenna, pancetta e mazzetto sono disposti in ordine d’uso.

Attenzione

La cotenna non sbollentata dà al brodo forte sapidità e odore animale.

Verdure tagliate grosse non si disfano nel soffritto e impediscono alla zuppa di amalgamarsi.

Consigli

La tradizione garfagnina usa il rigatino, pancia di maiale salata toscana; se manca, sostituire con pancetta.

Non legare l’alloro nel mazzetto: il suo aroma si libera diversamente, quindi va direttamente nella pentola dei fagioli.

315 min

Mettere i fagioli sul fuoco e schiumare

  • 1 Nel frattempoPrima di mettere i fagioli sul fuoco, lavare 280 g di farro 3 volte sotto acqua corrente finché è limpida, poi ammollare in 800 ml d’acqua per 30 minuti.
  • 2 Scolare i fagioli, scartare l’acqua d’ammollo e sciacquare brevemente.
  • 3 Mettere in una pentola pesante da almeno 5 L i fagioli, 2500 ml d’acqua, la cotenna sbollentata e 1 foglia d’alloro.
  • 4 Scaldare a fuoco alto e togliere con cura la schiuma grigia che affiora poco prima del bollore.

Quando è pronto

Proseguire quando la schiuma grigia quasi non compare più e il liquido appare limpido.

Attenzione

Continuare a bollire fa muovere i fagioli e staccare le bucce: abbassare subito dopo aver schiumato.

La schiuma lasciata nel brodo vi fissa il gusto acre dei fagioli.

Consigli

Per il farro bastano 30 minuti d’ammollo; scolarlo durante i 100 minuti di cottura dei fagioli.

41 h 35 min

Cuocere i fagioli e ottenere il brodo

  • 1 Nel frattempoDurante la cottura, scolare il farro dopo i 30 minuti d’ammollo e tenerlo da parte.
  • 2 Coprire con il coperchio socchiuso e cuocere a fuoco bassissimo per 80–90 minuti, mantenendo appena un tremolio in superficie.
  • 3 Quando i fagioli si schiacciano facilmente tra le dita, aggiungere 8 g di sale e cuocere a fuoco basso per altri 10 minuti.

Quando è pronto

Proseguire quando i fagioli cedono facilmente tra le dita ma le bucce non sono rotte e disperse.

Il brodo deve essere leggermente lattiginoso e mostrare un poco di densità nel mestolo.

Attenzione

Il sale aggiunto all’inizio indurisce le bucce e impedisce ai fagioli di ammorbidirsi.

Il bollore forte li fa muovere, rompe le bucce e rende il brodo torbido e farinoso.

Se il liquido cala sotto i fagioli, la parte esposta resta dura: ridurre l’apertura del coperchio per limitare l’evaporazione.

Consigli

Questo brodo è la struttura del piatto: conservarlo tutto per la zuppa.

La gelatina rilasciata dalla cotenna dà corpo senza dipendere dai grassi.

515 min

Passare metà dei fagioli

  • 1 Spegnere ed eliminare l’alloro.
  • 2 Estrarre la cotenna morbida, tagliare a pezzi di 1 cm e tenere su un piattino.
  • 3 Prelevare metà dei fagioli, circa 300 g, con poco brodo; passarli con il disco medio del passaverdure e rimettere nel brodo.
  • 4 Se manca il passaverdure, appoggiare un colino fine sulla pentola e premere i fagioli con il fondo del mestolo, facendo cadere solo la polpa e scartando le bucce.
  • 5 Amalgamare la purea per 20 secondi con cucchiaio di legno o mestolo, rivoltando dal fondo.

Quando è pronto

Proseguire quando la metà di fagioli rimasta intera galleggia in un brodo denso e cremoso.

Versato dal mestolo, deve scendere dolcemente a velo, senza filare.

Attenzione

Frullare tutto elimina i pezzi e trasforma la zuppa garfagnina in un passato.

Non usare la frusta, perché i fili intrappolano e schiacciano i fagioli da conservare interi.

Passare piccole quantità con cautela per evitare schizzi di brodo caldo.

Consigli

Il passaverdure trattiene le bucce e lascia una consistenza liscia, addensata dall’amido.

Passare metà dei fagioli è il punto centrale del metodo garfagnino: qui si determina la densità capace di sostenere il cucchiaio.

625 min

Preparare il soffritto e ridurre il pomodoro

  • 1 Mettere 60 ml d’olio extravergine e 80 g di pancetta in un’altra pentola pesante da almeno 5 L. Rosolare a fuoco medio-basso per 6–8 minuti, finché il grasso è trasparente e i bordi dorati.
  • 2 Unire insieme cipolla, carota e sedano e cuocere a fuoco medio-basso per 12–15 minuti, mescolando ogni tanto, finché la cipolla è traslucida e le verdure morbide, senza colorire.
  • 3 Unire aglio tritato, peperoncino spezzato e mazzetto e insaporire a fuoco basso per 2 minuti.
  • 4 Aggiungere 200 g di passata e ridurre a fuoco medio per 8–10 minuti, mescolando ogni tanto.

Quando è pronto

Proseguire quando il solco del cucchiaio sul fondo resta per circa 2 secondi, il composto è rosso scuro e lucido e compare olio rosso ai bordi.

Attenzione

L’aglio bruciato diffonde amarezza: aggiungerlo solo dopo che le verdure sono appassite.

Colorire le verdure a fuoco alto fa prevalere il tostato e perdere la dolcezza delicata della cucina contadina montana.

Consigli

La dolcezza del soffritto unisce la farinosità dei fagioli e l’acidità del pomodoro.

In Garfagnana resta un’antica tradizione in bianco, senza pomodoro, ma nelle ricette attuali del consorzio e nelle trattorie locali è comune una piccola aggiunta di passata; questa ricetta segue tale versione.

720 min

Unire le basi e regolare il brodo a 1,8 L

  • 1 Trasferire con il mestolo tutti i fagioli e il brodo cremoso nella pentola del soffritto.
  • 2 Rimettere anche la cotenna tritata.
  • 3 Livellare e aggiungere acqua bollente con un misurino fino a circa 2,6 L totali, corrispondenti a circa 1,8 L di liquido esclusi fagioli interi e verdure. Non aggiungere più di 300 ml d’acqua bollente.
  • 4 Cuocere a fuoco basso per 20 minuti, mescolando lentamente dal fondo ogni 5 minuti.

Quando è pronto

Proseguire quando compare un velo d’olio arancione e l’acidità del pomodoro si è attenuata e unita alla dolcezza dei fagioli.

Il profumo del mazzetto deve essersi diffuso in tutto il brodo.

Attenzione

Il brodo denso brucia facilmente sul fondo: mescolare sempre raschiandolo.

Con meno di 1,8 L di liquido, i 280 g di farro secco assorbirebbero tutta l’acqua, attaccandosi e restando duri al centro. Rabboccare prima con acqua bollente.

Consigli

Amalgamare i sapori prima del farro permette ai chicchi di assorbire da subito un brodo dal gusto completo.

I 280 g di farro secco assorbono circa 560 ml di liquido; in 40 minuti evaporano altri 200–300 ml. Gli 1,8 L tengono conto di entrambi.

840 min

Cuocere il farro nel brodo dei fagioli

  • 1 Unire i 280 g di farro scolato e rivoltare dal fondo con un cucchiaio di legno.
  • 2 Mantenere un leggero sobbollire a fuoco medio-basso per 35–40 minuti, mescolando dal fondo ogni 5 minuti.
  • 3 Se il liquido cala tanto da mostrare il fondo inserendo il cucchiaio in verticale, aggiungere acqua bollente in dosi di 100 ml, mantenendo il sobbollore.
  • 4 Quando i chicchi sono morbidi, unire 6 g di sale, mescolare e cuocere a fuoco basso per altri 2 minuti, poi spegnere e togliere il mazzetto.

Quando è pronto

Spegnere quando nei chicchi non resta un nucleo bianco e al morso rimane solo una lieve elasticità.

La zuppa deve essere densa e lasciare per un istante il solco del cucchiaio sul fondo.

Attenzione

Il farro rilascia amido e brucia se abbandonato: mescolare ogni 5 minuti senza saltare il passaggio.

Se si riduce troppo, coprire e abbassare la fiamma per continuare limitando l’evaporazione.

Il fuoco alto disfa l’esterno e lascia il centro dei chicchi duro.

Consigli

Il farro semiperlato è lo standard del Farro della Garfagnana IGP e raggiunge la giusta consistenza in 35–40 minuti.

Cuocerlo nel brodo dei fagioli, perché il sapore raggiunga il centro del chicco, è l’essenza del piatto.

910 min

Riposare fuori dal fuoco

  • 1 Nel frattempoDurante il riposo, impostare il forno a 100°C, scaldarvi 4 piatti fondi per 5 minuti e toglierli.
  • 2 Nel frattempoNel frattempo tritare grossolanamente le foglie di 6 g di prezzemolo e grattugiare 40 g di Pecorino Toscano in una ciotolina.
  • 3 Coprire, togliere dal fuoco e riposare per 10 minuti.

Quando è pronto

Impiattare quando il farro ha assorbito l’umidità residua e la zuppa è coesa, tanto che un cucchiaio inserito in verticale cade lentamente.

Attenzione

Lasciarla raffreddare del tutto durante il riposo può far disfare il farro in una massa collosa alla successiva cottura.

Consigli

In Garfagnana la zuppa riscaldata il giorno dopo è considerata la migliore: avendo perso acqua, va riscaldata lentamente a fuoco basso.

105 min

Finire con olio a crudo

  • 1 Dividere la zuppa tra 4 fondine calde, distribuendo equamente fagioli e farro: circa 2 L totali, 500 ml per 1 piatto.
  • 2 Versare a filo i 30 ml d’olio extravergine riservati, circa 7 ml per 1 piatto.
  • 3 Distribuire 2 g di pepe nero appena macinato sui 4 piatti e cospargere con 6 g di prezzemolo.
  • 4 Portare a tavola i 40 g di Pecorino Toscano grattugiato nella ciotolina.

Quando è pronto

La zuppa è pronta quando gli anelli d’olio galleggiano e sprigionano il profumo verde dell’olio crudo.

Attenzione

Mescolare l’olio nella pentola calda ne disperde il profumo: versarlo sempre dopo aver impiattato.

Consigli

Il pecorino si offre a parte perché alcuni abitanti del luogo preferiscono la zuppa senza formaggio.

La porzione da 500 ml è quella delle case contadine montane: 1 piatto costituisce quasi un pasto completo.

Abbinare un rosso toscano, Chianti, a temperatura di cantina di 16–18°C.

Veduta di Garfagnana
GarfagnanaItalia Foto: H005 · Public domain (ridimensionata; ritaglio di visualizzazione)

Su questo piatto

La Garfagnana è una valle della Toscana nord-occidentale tra le Alpi Apuane e l’Appennino. In questa terra alta dagli inverni lunghi si coltiva da tempo il farro, più resistente al freddo del frumento.

Il farro è un cereale antico vicino alle forme originarie, consumato già prima dell’antica Roma. Ha rischiato di scomparire, ma in questa valle la coltivazione non si è mai interrotta. Nel 1996 il farro della Garfagnana ha ottenuto l’IGP. Questa zuppa con fagioli si tramanda come alimento invernale delle famiglie che non potevano comprare carne.

Ancora oggi apre i menu autunnali e invernali delle trattorie della valle. Viene versata in recipienti profondi e irrorata con olio crudo subito prima del servizio.

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