RICETTA AUTENTICA

Pan co' SantiPan co’ santi

Pan co’ santi
Difficoltà★★★☆☆ Preparazione1 h 40 min Cottura1 h 20 min Riposo18 h porzioni8

Pane dolce ricco di noci e uvetta, preparato a Siena intorno a Ognissanti, il 1 novembre. Il passaggio essenziale consiste nello scaldare le noci con pepe nero e olio prima di incorporarle: la piccantezza trasferita all'olio si unisce ai profumi dolci di miele e Vin Santo. La lunga fermentazione con biga e la capacità di formare un impasto pesante, ricco di olio e frutta, senza farlo cedere determinano il risultato.

100/ 100

AUTHENTICITY SCORE

Authenticity Score

Questa è la ricetta standard, esattamente come si prepara nel luogo d’origine — il punteggio Authenticity Score più alto possibile. Sostituire un ingrediente cambia questo punteggio; l’app mostra esattamente come, ingrediente per ingrediente.

Ingredienti (8 porzioni)

  • Farina tipo 0Separare 75g per la biga e 175g per l’impasto finale.250 g
  • Acqua50ml per la biga, 50ml per l’uvetta; per l’impasto finale, 100ml complessivi includendo il liquido di ammollo. Non usare l’acqua avanzata.185 ml
  • Lievito di birra fresco0,5g per la biga e 5g per l’impasto finale. Pesare con una bilancia precisa a 0,1g.5.5 g
  • Noci sgusciateSpezzare grossolanamente metà e lasciare l’altra metà in pezzi grandi. Non eliminare la pellicina.120 g
  • UvettaAmmollare in Vin Santo e acqua tiepida.80 g
  • Olio extravergine di oliva40ml per scaldare noci e pepe e incorporarli all’impasto; 5ml per il recipiente di lievitazione e la teglia.45 ml
  • Pepe nero in graniMacinare grossolanamente al momento.4 g
  • Zucchero semolato30g per l’impasto e 5g per attivare il lievito della biga e dell’impasto finale.35 g
  • Miele di castagnoDa incorporare nell’impasto; la nota amarognola si abbina al pepe.20 g
  • Vin SantoPer l’ammollo dell’uvetta, insieme a 50ml di acqua tiepida.35 ml
  • Sale finoMescolare prima alla farina, evitando il contatto diretto con il lievito.5 g
  • UovoSbattere con 1 cucchiaino di latte e spennellare prima della cottura per lucidare.1 pezzo
  • Latte interoUnire all’uovo per la spennellatura.5 ml

Procedimento

114 h

Preparare la biga e sviluppare il profumo durante la notte

  • 1 Mettere in una ciotolina 50ml di acqua a 20°C; aggiungere 0,5g di lievito fresco e 2g di zucchero e sciogliere completamente con le dita.
  • 2 Unire 75g di farina e mescolare con una spatola per soli 30–40 secondi, fino a eliminare la farina asciutta e ottenere una massa appiccicosa.
  • 3 Arrotondare leggermente con le mani, coprire bene con pellicola e lasciare a temperatura ambiente, a 18–20°C, per 12–16 ore.

Quando è pronto

Dopo 12–16 ore, proseguire quando si sono formate bolle e la superficie è gonfia e arrotondata. Usare prima che inizi a collassare.

Attenzione

Rispettare la temperatura indicata: un calore eccessivo fa sovrafermentare la biga.

235 min

Ammollare l’uvetta nel Vin Santo e preparare noci e pepe

  • 1 Nel frattempo(Durante l’ammollo) spezzare a mano 60g dei 120g di noci in 2–3 pezzi ciascuna; lasciare gli altri 60g a metà. Non togliere la pellicina.
  • 2 Nel frattempo(Durante l’ammollo) macinare grossolanamente 4g di pepe nero con un macinino o un mortaio. Prepararlo tutto prima di scaldare le noci.
  • 3 Scaldare leggermente in un pentolino 35ml di Vin Santo e 50ml di acqua, poi spegnere.
  • 4 Unire 80g di uvetta, coprire con pellicola a contatto con il liquido e lasciare per 30 minuti.

Quando è pronto

L’uvetta deve aver assorbito il liquido ed essere gonfia, cedendo se pizzicata leggermente.

Il liquido deve essere ambrato scuro e non emanare un odore pungente di alcol avvicinandosi al pentolino.

325 min

Scaldare pepe e noci nell’olio per estrarre piccantezza e profumo

  • 1 Mettere in una padellina 40ml di olio extravergine e 4g di pepe macinato grosso; scaldare a fuoco basso per 2 minuti, finché compaiono piccole bolle e si sprigiona il profumo del pepe.
  • 2 Unire tutti i 120g di noci e scaldare a fuoco basso per 4–5 minuti, rigirando continuamente con un cucchiaio di legno.
  • 3 Togliere dal fuoco e trasferire tutto, olio compreso, in una ciotola resistente al calore; lasciare circa 20 minuti fino a scendere sotto i 30°C, senza più calore al tatto.

Quando è pronto

Le pellicine delle noci devono essere leggermente colorite e dalle fessure deve sprigionarsi un profumo di olio tostato.

L’olio deve essere a 30°C o meno e non dare sensazione di calore immergendovi un dito.

Attenzione

L’olio delle noci ancora caldo indebolisce il lievito.

420 min

Incorporare la biga e impastare per sostenere la farcitura

  • 1 Scolare l’uvetta in un colino sopra una ciotola per raccogliere il liquido; premerla leggermente con le mani e metterla su un altro piatto.
  • 2 Aggiungere al liquido di ammollo quanto basta degli 85ml di acqua rimasti per arrivare a 100ml totali. Non usare il liquido di ammollo oltre i 100ml né l’acqua avanzata.
  • 3 Mettere 175g di farina e 5g di sale in una ciotola grande e mescolare con una frusta per 30 secondi.
  • 4 Prelevare 50ml dei 100ml di liquido preparato; sciogliervi 5g di lievito fresco e 3g di zucchero, attendere 5 minuti e verificare la presenza di piccole bolle.
  • 5 Unire alla farina il liquido con lievito, i restanti 50ml di liquido, 20g di miele di castagno e 30g di zucchero; spezzettare la biga in circa 10 parti, aggiungerla e mescolare a mano per 2 minuti fino a eliminare la farina asciutta.
  • 6 Trasferire sul piano e impastare per 10–12 minuti, spingendo in avanti con il palmo e ripiegando verso di sé.

Quando è pronto

L’impasto non deve più attaccarsi a piano e mani e deve avere superficie liscia e lucida.

Un piccolo pezzo deve allargarsi senza rompersi in un velo attraverso cui si vedono le dita.

512 min

Incorporare uniformemente noci, olio e uvetta

  • 1 Allargare l’impasto in un rettangolo spesso 2cm; distribuire su tutta la superficie 1/3 delle noci raffreddate con il loro olio, piegare in tre, ruotare di 90 gradi e premere delicatamente per allargare.
  • 2 Aggiungere il resto delle noci e dell’olio in altre 2 riprese allo stesso modo, ripetendo piega e pressione per incorporarli in 3 volte complessive.
  • 3 Allargare nuovamente a rettangolo, distribuire l’uvetta scolata su tutta la superficie e arrotolare da un lato.
  • 4 Tagliare l’impasto a metà con un tarocco, sovrapporre e premere dall’alto; ripetere 5–6 volte per distribuire noci e uvetta.

Quando è pronto

Noci e uvetta devono essere distribuite uniformemente in ogni sezione tagliata.

L’olio deve essere assorbito senza affiorare sul piano; l’impasto, pur appiccicoso, deve mantenere una forma rotonda quando raccolto.

61 h 50 min

Far raddoppiare l’impasto nella prima lievitazione

  • 1 Ungere con le dita l’interno di una ciotola con 2ml di olio extravergine.
  • 2 Arrotondare leggermente l’impasto, metterlo nella ciotola con la chiusura sotto, coprire con pellicola e far lievitare a 26–28°C per 90–120 minuti.

Quando è pronto

L’impasto deve raddoppiare di volume.

Inserendo un dito infarinato per 1cm al centro e ritirandolo, il foro deve richiudersi appena.

Attenzione

Un impasto ricco di farcitura cresce lentamente: valutare volume e impronta più del tempo.

727 min

Formare 2 dischi rotondi con superficie tesa

  • 1 Stendere con le dita 1ml di olio extravergine sul piano e su entrambe le facce della lama del tarocco.
  • 2 Rovesciare l’impasto sul piano, sgonfiarlo leggermente, pesarlo e dividerlo in 2 parti uguali.
  • 3 Arrotondare leggermente ciascuna parte, coprire per evitare che asciughi e riposare 15 minuti.
  • 4 Arrotondare ogni pezzo avvolgendolo dal lato vicino, poi pizzicare bene la chiusura.
  • 5 Mettere con la chiusura sotto, coprire con la mano a coppa e ruotare alcune volte sul piano per tendere la superficie.
  • 6 Premere leggermente con il palmo per ottenere dischi di 12cm di diametro e 4cm di altezza.

Quando è pronto

La superficie deve essere liscia e tesa, senza noci che la forino.

La chiusura inferiore deve essere completamente sigillata e non aprirsi sollevando il pane.

81 h 10 min

Far lievitare ancora e preriscaldare il forno

  • 1 Nel frattempo(Quando mancano 20 minuti alla fine della seconda lievitazione) preriscaldare il forno a 200°C.
  • 2 Rivestire una teglia di carta forno e spennellarla con 2ml di olio extravergine.
  • 3 Disporre i 2 pani con la chiusura sotto, distanti almeno 10cm, coprire con un panno asciutto e far lievitare a 26–28°C per 60–75 minuti.

Quando è pronto

L’impasto deve essere cresciuto fino a circa 1,5 volte il volume iniziale.

Premendo leggermente un fianco con un dito, l’impronta deve tornare indietro lentamente solo a metà.

945 min

Spennellare con uovo e cuocere a 190°C

  • 1 Sbattere 1 uovo con 5ml di latte e filtrare con un colino fine da tè.
  • 2 Spennellare uno strato sottile su tutta la superficie, attendere 1 minuto e ripetere.
  • 3 Non versare la spennellatura avanzata sull’impasto; se utilizzata, cuocerla bene separatamente.
  • 4 Infornare a 200°C, abbassare subito a 190°C e cuocere per 35–40 minuti.
  • 5 Se dopo 20 minuti il colore è troppo scuro, coprire leggermente con alluminio e terminare la cottura.

Quando è pronto

La superficie deve essere uniformemente color castagna scuro, con profumo di pepe e noci.

Battendo il fondo si deve sentire un leggero suono vuoto e il cuore deve aver raggiunto almeno 96°C.

101 h

Raffreddare completamente sulla griglia per assestare la mollica

  • 1 Trasferire i 2 pani dalla teglia a una griglia, distanziandoli perché i fianchi non trattengano vapore.
  • 2 Lasciare a temperatura ambiente almeno 60 minuti, fino al completo raffreddamento del centro.

Quando è pronto

Il fondo non deve più essere tiepido e deve aver raggiunto la temperatura ambiente.

Tagliando, la mollica non deve attaccarsi alla lama né perdere la struttura degli alveoli.

Attenzione

Tagliare da caldo schiaccia la mollica e la rende collosa.

Veduta di Siena
SienaItalia Foto: Andrzej Otrębski · CC BY-SA 4.0 (ridimensionata; ritaglio di visualizzazione)

Su questo piatto

Il pan co’ santi è legato all’autunno e a Ognissanti a Siena. Ricco di noci e uvetta e dal gusto pepato, occupa un posto un po’ diverso dal comune pane dolce.

Disposto a fette sottili sulla tavola di famiglia, invita ad assaporare con calma la stagione del raccolto. Ancora oggi il suo nome è un’espressione cara dell’autunno senese.

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