RICETTA AUTENTICA

Far BretonFar bretone alle prugne

Far bretone alle prugne
Difficoltà★★☆☆☆ Preparazione16 min Cottura55 min Riposo1 h porzioni4

Un dolce casalingo bretone denso, con prugne secche immerse nella pastella e cotto ad alta temperatura. Nato da una pappa di cereali, ha una consistenza compatta ed elastica, diversa da budino e torta. Il riposo di 1 ora, che idrata bene la farina, è decisivo. Acidità e profumo delle prugne rinvenute nel tè danno carattere alla semplice pastella.

100/ 100

AUTHENTICITY SCORE

Authenticity Score

Questa è la ricetta standard, esattamente come si prepara nel luogo d’origine — il punteggio Authenticity Score più alto possibile. Sostituire un ingrediente cambia questo punteggio; l’app mostra esattamente come, ingrediente per ingrediente.

Ingredienti (4 porzioni)

  • Prugne secche denocciolateLasciare in tè nero forte per 15 minuti per farle rinvenire200 g
  • Tè nero in bustinaPer le prugne; preparare un’infusione forte con 250 ml di acqua bollente1 bustina
  • Uova4
  • Latte intero750 ml
  • Farina deboleSetacciare prima di aggiungere125 g
  • Zucchero semolato125 g
  • Sale1 pizzico
  • Burro non salato per la pirofilaUngere generosamente l’interno della pirofila20 g

Procedimento

13 min

Reidratare le prugne nel tè

  • 1 Versare 250 ml di acqua bollente in un recipiente resistente al calore e mettere in infusione 1 bustina di tè nero, preparandolo forte.
  • 2 Immergere 200 g di prugne denocciolate e lasciare rinvenire per 15 minuti.
28 min

Preparare la pastella

  • 1 Nel frattempo(Mentre le prugne sono in ammollo.) Preparare l’appareil, la pastella liquida a base di uova.
  • 2 In una ciotola amalgamare 4 uova, 125 g di zucchero e 1 pizzico di sale senza montare.
  • 3 Setacciare 125 g di farina e mescolare finché non rimane farina asciutta.
  • 4 Diluire aggiungendo poco per volta 750 ml di latte. È pronta quando è fluida e senza grumi.
31 h

Lasciare riposare la pastella

  • 1 Coprire con pellicola e lasciare a temperatura ambiente per 1 ora.
  • 2 Questo passaggio idrata bene la farina, una traccia della cultura bretone del grano saraceno.
  • 3 Il riposo rende il dolce cotto compatto ed elastico.
45 min

Preparare pirofila e pastella

  • 1 Iniziare a preriscaldare il forno a 200°C.
  • 2 Spalmare generosamente 20 g di burro dentro una pirofila di circa 20 × 25 cm.
  • 3 Estrarre le prugne dal tè e tamponarle leggermente con carta da cucina.
  • 4 Nel frattempo(Nell’attesa che il forno si scaldi.)
550 min

Versare e cuocere

  • 1 Distribuire le prugne nella pirofila, rimescolare delicatamente la pastella riposata e versarla piano.
  • 2 Cuocere a 200°C per 15 minuti, poi abbassare a 180°C e continuare per 30–35 minuti.
  • 3 Il dolce è cotto quando la superficie è ben dorata, si è gonfiata molto e si è poi leggermente assestata.
  • 4 Scuotere piano la pirofila: il centro deve tremare come un unico corpo, senza ondeggiare come un liquido, segno che è cotto anche dentro.
630 min

Raffreddare e rassodare

  • 1 Lasciare nella pirofila finché perde il calore iniziale.
  • 2 A temperatura ambiente tagliare a quadrati e servire.

Quando è pronto

Raffreddandosi, il far si compatta e raggiunge la sua consistenza elastica.

Veduta di Saint-Malo, Bretagne
Saint-Malo, BretagneFrancia Foto: Eusebius · CC BY 3.0 (ridimensionata; ritaglio di visualizzazione)

Su questo piatto

La Bretagna, all’estremo nord-ovest della Francia, è una penisola protesa nell’Atlantico, fatta di pascoli e città portuali. Il nome far deriva dal latino che indica i cereali. In origine era una semplice pappa di farina di frumento o grano saraceno cotta nel latte, servita con la carne. Il dolce si collega alla storia di una terra poco adatta al frumento, dove si sviluppò una cultura alimentare del grano saraceno.

Col tempo si trasformò in un dolce cotto al forno con uova e zucchero, e il far aux pruneaux, con prugne secche immerse nella pastella, divenne la forma abituale. Si racconta che le prugne fossero familiari nei porti come provvista per le lunghe traversate.

Oggi compare normalmente nelle panetterie e crêperie di tutta la Bretagna; in casa si cuoce in grandi teglie la domenica o quando si ricevono ospiti. Si taglia in fette sostanziose e si mangia a temperatura ambiente: un dolce quotidiano senza ornamenti.

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